:: giovedì 28 maggio 2020  ore 16:03
Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie - Orientamenti Societari, Commesione Società
M. Società Cooperative > Società Cooperativa
M.A.1 - (ART. 2522, III COMMA, C.C. - 1° PUBBL. 9/04) La disposizione del terzo comma dell’art. 2522 c.c. deve essere interpretata nel senso che una cooperativa che al momento della sua costituzione aveva un numero di soci pari o superiore a nove non si scioglie se successivamente il numero di soci diventi inferiore a detta entità qualora abbia adottato, prima della riduzione, le norme della s.r.l. ed abbia quali soci solo persone fisiche.

M.A.2 - (CASI DI NON OBBLIGATORIETÀ DEL COLLEGIO SINDACALE - 1° pubbl. 9/04 - modif. 9/05) Le cooperative che non rientrano nelle ipotesi previste dal secondo e terzo comma dell’art. 2477 c.c., e che non abbiano emesso strumenti finanziari non partecipativi, non hanno l’obbligo di nominare il collegio sindacale, indipendentemente dalla circostanza che abbiano adottato le norme della s.r.l. o quelle della s.p.a.

Ne consegue che:
- l’eventuale nomina facoltativa del Collegio Sindacale deve essere espressamente prevista dallo statuto (giusta quanto previsto dall’art. 2477 primo comma c.c. la cui applicazione è strettamente connessa a quella del secondo e terzo comma medesimo art. 2477 richiamato dall’art. 2543 c.c.);
- in caso di nomina, sia obbligatoria che facoltativa, del Collegio Sindacale e semprechè la cooperativa non sia tenuta al bilancio consolidato, allo stesso può essere affidato l’esercizio del controllo contabile.

M.A.3 - (MANCATA APPLICABILITÀ DELL’ART. 2437TER, C.C. - 1° pubbl. 9/04) L’art. 2437ter c.c. non si applica alle società cooperative.

M.A.4 - (VOTO SEGRETO - 1° pubbl. 9/05) Per le votazioni relative alla nomina dei componenti gli organi sociali, non concretizzandosi nell’espressione di un consenso o di un dissenso bensì nell’espressione di una o più preferenze, è possibile procedere con votazioni segrete, purchè la clausola statutaria che introduce tale previsione attribuisca ai soci che lo richiedano il diritto di far risultare dal verbale in maniera palese l’esito della loro votazione o eventualmente la loro astensione.

M.A.5 - (REQUISITI PER L’APPLICABILITÀ DELLA DISCIPLINA DELLA S.R.L. - 1° pubbl. 9/05) I requisiti previsti dall’art. 2519 c.c. per l’applicabilità alla società cooperativa delle norme dettate in tema di s.r.l. sono alternativi e non debbono pertanto ricorrere congiuntamente. In pratica per applicare la disciplina della s.r.l. è sufficiente che la cooperativa abbia meno di venti soci (a prescindere dall’importo dell’attivo dello stato patrimoniale) ovvero che abbia un attivo dello stato patrimoniale inferiore ad unmilione di euro (a prescindere dal numero dei soci).

M.A.6 - (COOPERATIVE ALLE QUALI SI APPLICA LA DISCIPLINA DELLA S.R.L. E PARTICOLARI TIPI DI STRUMENTI FINANZIARI - 1° pubbl. 9/05) Le cooperative alle quali si applica la disciplina della s.r.l. possono emettere le “azioni di partecipazione cooperativa” di cui all’art. 5 della L. 59/92, nonché prevedere la figura dei “soci sovventori” di cui all’art. 4 della medesima L. 59/92.

M.A.7 - (NOMINA OBBLIGATORIA DEL REVISORE - 1° pubbl. 9/05) Nel caso in cui il Collegio Sindacale non sia stato nominato, nelle sole cooperative cui si applica la disciplina in tema di s.p.a. deve essere nominato un Revisore o una società di revisione cui affidare l’esercizio del controllo contabile, in ottemperanza al disposto dell’art. 2409 bis c.c., applicabile al caso concreto, in virtù del richiamo effettuato dall’art. 2519 c.c..

M.A.8 - (ISCRIZIONE ALL’ALBO DELLE COOPERATIVE ED OBBLIGHI DEL NOTAIO - 1° pubbl. 9/05) In mancanza di espressa prescrizione al riguardo, l’obbligo di iscrizione all’Albo delle Cooperative da parte delle cooperative a mutualità prevalente, che condiziona (insieme agli altri requisiti previsti dalla legge) la loro possibilità di godere delle agevolazioni tributarie per esse previste, non grava sul notaio rogante l’atto costitutivo, bensì sull’organo amministrativo della società stessa dopo l’iscrizione (curata dal notaio) presso il Registro Imprese.

M.A.9 - (REGOLE PER LA COMPOSIZIONE DELLA DENOMINAZIONE - 1° pubbl. 9/05) Pur non essendo espressamente previsto dall’art. 2521 c.c., il necessario coordinamento con la più generale previsione di cui all’art. 2515 c.c. fa ritenere che nella denominazione delle società cooperative deve essere ricompressa solo tale specifica indicazione (società cooperativa), mentre non è necessario indicarvi né il “livello” di mutualità che la caratterizza (prevalente oppure no), né la disciplina di riferimento (s.p.a oppure s.r.l.), né il regime di responsabilità dei soci, che ormai è, in ogni caso, esclusivamente limitata.

M.A.10 - (ATTO COSTITUTIVO E INDICAZIONE DEL LUOGO DI COSTITUZIONE DELLE SOCIETÀ SOCIE - 1° pubbl. 9/05) Si ritiene che l’obbligo di indicare nell’atto costitutivo delle società lucrative “lo Stato di costituzione” e quello di indicare nell’atto costitutivo delle società cooperative il “luogo di costituzione” abbiano contenuto identico prescindendo dalla diversa formulazione usata dal legislatore. Pertanto anche nelle società cooperative il “luogo di costituzione” deve essere indicato con riferimento al solo “Stato” senz’altro aggiungere.

M.A.11 - (AUMENTI DI CAPITALE - 1° pubbl- 9/05) Alle società cooperative si applica l’intero complesso normativo previsto in materia di aumenti di capitale (anche con riferimento ai conferimenti in natura) per le società lucrative, e quindi, rispettivamente secondo i casi, dalle norme sulla formazione del capitale in ambito di società a responsabilità limitata e di società per azioni.
Ciò trova conferma anche nell’art. 2524 c.c., che richiama la disciplina prevista dagli artt. 2438 e seguenti c.c., relativi, appunto, ai conferimenti in sede di aumento di capitale.

M.A.12 - (PORTA APERTA E CLAUSOLE DI PRELAZIONE - 1° pubbl. 9/05) Il principio della “porta aperta” che caratterizza ancora - ed in modo rafforzato rispetto al passato la disciplina delle società cooperative - non esclude la legittimità di una clausola di prelazione a favore dei soci già tali in occasione del trasferimento della partecipazione da parte di uno di essi. Ciò, naturalmente, non potrà consentire al socio di superare i limiti di partecipazione consentiti dalla legge.

M.A.13 - (CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA MEDIANTE AFFISSIONE PRESSO LA SEDE SOCIALE - 1° pubbl. 9/05) Poiché l’avviso di convocazione dell’assemblea ha lo scopo di informare adeguatamente e tempestivamente il socio della volontà di riunire l’assemblea per la decisione collegiale sugli argomenti sufficientemente indicati nell’ordine del giorno, non può considerarsi valida la clausola statutaria che indichi, in via esclusiva, la convocazione mediante affissione presso la sede sociale.

M.A.14 - (DEROGHE AL PRINCIPIO DEL VOTO CAPITARIO - 1° pubbl. 9/05) Alla luce del principio di cui alla lett. e) comma 2 dell’art. 5 della Legge Delega n. 366/01, la previsione di cui all’art. 2543 c.c. deve intendersi nel senso che la deroga al principio del voto capitario possa essere riferita al parametro di partecipazione al capitale solo per i soci finanziatori, mentre dovrà essere riferita solo al parametro dello scambio mutualistico per i soci cooperatori.
In entrambi i casi lo statuto deve oggettivamente determinare i criteri di attribuzione del voto in base ai quali si deroga al principio del voto capitario.

M.A.15 - (RAPPRESENTANZA IN ASSEMBLEA - 1° pubbl. 9/05) Alla luce della previsione di cui all’art. 5 della legge delega (n. 366/01) che prevede un ampliamento della partecipazione assembleare dei soci e della possibilità di delega, nelle cooperative disciplinate dalla normativa sulla s.r.l. in mancanza di espressa previsione si può considerare ammissibile una clausola che consente la rappresentanza per delega. Tuttavia il limite di compatibilità con la causa mutualistica (e le collegate caratteristiche disciplinari) rende applicabile il limite per cui il rappresentante non può rappresentare più di dieci soci e può, a sua volta, essere solo un socio, salve le eccezioni previste dall’ultimo comma dell’art. 2539 c.c. Tali limiti, infatti, sembrano propri del fenomeno societario cooperativo, a prescindere dalla disciplina “generale” a cui le stesse possano, in considerazione della struttura economica o della base sociale, fare riferimento.

M.A.16 - (REQUISITI SOGGETTIVI DEI SOCI NELLE COOPERATIVE DI CONSUMO - 1° pubbl. 9/05) Nelle cooperative di consumo, i requisiti soggettivi possono essere generici e, in generale, essi possono essere anche solo negativi, purchè non discriminatori.

M.A.17 - (VALORE NOMINALE MINIMO DELLE PARTECIPAZIONI IN COOPERATIVE ANTERIORI ALLA L. 59/92 - 1° pubbl. 9/05) Alle cooperative costituite prima dell’entrata in vigore della legge 31 gennaio 1992 n. 59 si deve ritenere ancor oggi attribuita la facoltà di mantenere un valore nominale minimo delle partecipazioni inferiore ad euro 25.

M.A.18 - (INTERESSE ALLA INTRODUZIONE DELLA CATEGORIA DEI SOCI IN PROVA - 1° pubbl. 9/05) La verifica dell’interesse della cooperativa all’introduzione della speciale categoria di soci prevista dall’art. 2527, terzo comma, c.c., rientra nelle valutazioni di merito della deliberazione assembleare e, conseguentemente, è sottratta al controllo di legalità attribuito al notaio per l’iscrizione nel registro delle imprese.
Anche se l’individuazione del concreto interesse alla introduzione della speciale categoria dei “soci in prova” è sicuramente più agevole in quelle cooperative ove è prevista un’attività di collaborazione o di prestazione di servizi da parte dei soci, astrattamente non si può escludere l’interesse all’introduzione di tale speciale categoria in ogni settore della cooperazione.

M.A.19 - (VERSAMENTO DEI DECIMI IN SEDE DI COSTITUZIONE - 1° pubbl. 9/05) In sede di costituzione di società cooperative è esclusa la necessità del versamento presso una banca da parte dei soci di almeno il 25% dei conferimenti in denaro.

M.A.20 - (AUMENTI DI CAPITALE CON ESCLUSIONE DEL DIRITTO DI OPZIONE ??\" MAGGIORANZE ??\" 1° pubbl. 09/06) Si ritiene che le delibere delle assemblee di società cooperative di esclusione del diritto di opzione siano validamente adottate con le maggioranze statutariamente previste per gli aumenti di capitale, risultando incompatibile con i principi del “voto per teste” e “della porta aperta” l’applicazione del quorum deliberativo rafforzato di cui al quinto comma dell’art. 2441, c.c.